mercoledì 11 febbraio 2009

"PIZZATA" A CENTO...LA CAMPAGNA ELETTORALE HA AVUTO INIZIO!


La campagna elettorale di Davide Verri, candidato alla Presidenza della Provincia, ha avuto ufficialmente inizio ieri, con la prima "pizzata" a Cento. In una sala gremita di persone e nella quale si respirava un grande entusiasmo, Davide ha tratteggiato in pochi minuti le ragioni della sua scelta, che ha rotto gli schemi gettando le basi per un possibile successo elettorale che, se ottenuto, spazzerebbe via in un sol tratto le vecchie incrostazioni di una politica fatta di parole e di meschini ricatti, aprendo la finestra all'aria fresca del rinnovamento e della buona amministrazione. La Destra sarà al suo fianco, in questa battaglia difficile e coraggiosa, con l'impegno di sempre. 
Il secondo appuntamento conviviale si terrà venerdì 20 febbraio al ristorante pizzeria "Il Cantinon" di Comacchio. Sarà La Destra ad organizzarlo e dimostreremo a Davide come la parola data sia per noi la cosa più importante. 
Questa volta ce la possiamo fare...e non lasceremo nulla di intentato per raggiungere l'obiettivo!

mercoledì 4 febbraio 2009

ELUANA ENGLARO CONDANNATA A MORTE


QUESTA E' UNA DONNA
di Riccardo Cascioli

“Lei è una donna. Una donna di trentotto anni: ha la mia stessa età. Ha il ciclo mestruale come ogni donna. Apre gli occhi di giorno e li chiude la notte. Respira benissimo e da sola, serenamente. Il suo cuore batte da solo, tenace e forte. Ci sono momenti nei quali forse sorride e altri nei quali forse socchiude gli occhi. Ma quanti sanno davvero che Eluana non è attaccata a nessuna macchina? Quanti sanno che nella sua stanza non c’è un macchinario, ma due orsacchiotti di peluche sul suo letto? Che non ha una piaga da decubito? Che in diciassette anni non ha preso un antibiotico?”. 

Così ha parlato Margherita Coletta, la vedova di un carabiniere ucciso nell’attentato di Nassiriya (Iraq) il 12 novembre 2003, che negli ultimi mesi ha visitato più volte Eluana Englaro nella clinica di Lecco dove era ricoverata da 15 anni e che ha intessuto un rapporto di amicizia con Beppino, il padre di Eluana. Margherita Coletta ha parlato in una intervista pubblicata da Avvenire oggi, 4 febbraio 2009, in in cui racconta la sua esperienza con Beppino ed Eluana. Un’intervista tutta da leggere, ma quelle parole citate all’inizio sono da meditare e riproporre ovunque perché spezzano quel muro di ipocrisia e malignità che un gruppo di sciacalli ha eretto intorno alla famiglia Englaro, sfruttando il dolore di un padre evidentemente disorientato: “Credo sia soprattutto lui in uno stato simile a quello vegetativo”, ha detto di lui Margherita Coletta, con una espressione di filiale affetto.

Ieri sera al TG1 abbiamo assistito al vertice di questa “danza del male”, con l’intervista al primario anestesista della clinica “La Quiete” di Udine, Amato Da Monte, l’uomo che ha coordinato la “deportazione” di Eluana dalla clinica della vita alla camera della morte. Di notte; l’habitat naturale del “principe delle tenebre”. Alla domanda della giornalista che chiedeva sulla possibile sofferenza di Eluana, Da Monte ha risposto: “Eluana è morta 17 anni fa”. Rileggiamo quanto detto da Margherita Coletta: risulta al professor Da Monte che le persone morte aprano gli occhi di giorno, sorridano, abbiano il ciclo mestruale, respirino senza problema, abbiano il cuore che batte autonomamente? E se è così convinto che Eluana sia già morta, perché pensa di somministrarle dei sedativi durante il procedimento di sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione? 

Solo chi è morto dentro può capovolgere la realtà fino a questo punto. E proprio lui aveva detto all’inizio dell’intervista che vedendo Eluana per la prima volta si sentiva “devastato”, perché era così diversa dalle foto che da mesi scorrono in tv e sui giornali e che si riferiscono ad Eluana prima dell’incidente. Certo che è molto diversa, così come lo stesso dottor Da Monte è diverso rispetto a 17 anni fa. E’ ciò che accade ai vivi: si cresce, si invecchia. Dei morti, invece, dopo 17 anni restano soltanto le ossa. Ma per Da Monte, Eluana è morta 17 anni fa.

La responsabilità di questa barbarie però, non si può scaricare evidentemente sul solo dottor Da Monte. Egli è soltanto l’immagine fedele di questa nostra società composta di “morti che camminano”, incapaci di dare o almeno di cercare un senso alla realtà, alla sofferenza come alla gioia, al lavoro come al riposo, incapaci di essere uomini e donne. E’ l’immagine dei tanti sciacalli che si sono avventati su Eluana, come prima avevano fatto con Welby, per imporre un’ideologia di morte, a cominciare dai militanti del Partito radicale e i loro avvocati che hanno spinto Beppino Englaro a portare fino in fondo un atto che lo tormenterà fino alla fine dei suoi giorni. 

E’ l’immagine dei tanti Ponzio Pilato che affollano gli scranni dei tribunali italiani - e non solo -, che davanti a una evidente invasione di campo di qualche giudice militante, si preoccupano soltanto di stabilire la legittimità formale delle sentenze: la frase è corretta, l’inchiostro è giusto, si proceda all’esecuzione. E ci si permetta qui di correggere il presidente Napolitano, che ha invocato subito una legge sul testamento biologico perché i magistrati della Cassazione si sono inseriti in un vuoto legislativo. Caro presidente, non c’era alcun vuoto legislativo in Italia a proposito di eutanasia: essa è vietata, punto e basta. I giudici hanno compiuto un vero e proprio colpo di mano, e l’unica legge buona sarà quella che impedirà ad altri giudici di perseguire la stessa strada.

Tornando al discorso precedente, il dottor Da Monte è anche l’immagine nauseante di tanti politici incapaci di chiamare le cose con il loro nome e che si trincerano dietro il “rispetto per il dolore della famiglia” per avallare un atto che segna la condanna a morte, non di Eluana, ma dell’intera nostra società di cui dovrebbero essere loro i primi difensori.

E’ infine anche una domanda su ciascuno di noi, se abbiamo fatto tutto il possibile per affermare il Bene, per rispettare la vita di Eluana e sostenere il padre Beppino nella sofferenza.

E’ vero comunque che in tutta questa vicenda sono emersi anche segnali di speranza: abbiamo visto una grande mobilitazione di persone comuni sdegnate per questa barbarie, mobilitate nell’estremo tentativo di salvare Eluana. Segno che la sensibilità per la vita non è morta nel nostro popolo. E abbiamo visto anche dei politici fare il loro possibile per fermare la deriva di questa società, a cominciare dal ministro Sacconi e dal governatore della Lombardia Formigoni

Questo ci aiuta anche a vedere che la partita ancora non è finita. Abbiamo ancora tutti la possibilità di fare qualcosa.

Anzitutto pregare. Pregare perché il Signore apra il cuore a Beppino Englaro, che lo faccia rinsavire e comprendere la gravità del gesto che sta per compiere.

E poi fare pressione con tutti i mezzi possibili: manifestazioni, ma anche lettere a giornali, tv. E soprattutto a coloro che stanno per alzare la mano su Eluana: i responsabili della clinica La Quiete e il Comune di Udine che ha fatto da ponte.
Per facilitarvi, ecco alcuni recapiti:

Clinica: 
indirizzo e-mail: segreteria@laquieteudine.it
Per il telefono telefonare a: Ufficio Segreteria dell'Asp "La Quiete", la
responsabile dell'ufficio è la sig.ra Barbara Duriavig, tel. 0432-8862216
oppure 0432-8862214, fax. 0432-26460

Comune: 
indirizzo e-mail: urp@comune.udine.it
Fax: 0432 - 271355

giovedì 29 gennaio 2009

IL RE E' NUDO!



Pubblico anche sul mio blog la stupenda lettera di Davide Verri all'indirizzo del "Senatore". Un inno alla libertà e all'autonomia di pensiero, alla dignità e al coraggio delle idee, che vale la pena leggere e rileggere più volte.

Caro Alberto,

che tristezza assistere allo spettacolo di un Senatore della Repubblica Italiana che al ragionamento sostituisce il livore, al confronto gli atti di imperio, alla verità la diffamazione, alla politica il personalismo. Forse è per questo che la gente non crede più nelle istituzioni, perché queste dimostrazioni di arroganza denotano non l’interesse per la ‘res publica’, ma la volontà di conservare il potere ‘acquisito’. Mi sospendi i dal partito e minacci chiunque mi dia sostegno di essere tagliato fuori da An e dal Pdl. Tenti di isolarmi ricordando a tutti che tu sei il ‘Senatore’, sei colui che decide delle sorti di ciascuno e che a te non ci si può opporre, perché è come peccare di lesa maestà! Beh, Alberto, mi spiace comunicarti che tu non sei la Legge. Tagliami pure fuori dal partito, ma io rimango nella mia posizione.

Mi sono autocandidato alla Presidenza della Provincia di Ferrara denunciando la spartizione delle candidature stabilita a priori con Forza Italia, e i fatti mi hanno dato ragione. Mi sono autocandidato perché credo di avere esperienza, un’esperienza maturata in 10 anni al governo del Comune di Bondeno e in 5 da consigliere provinciale: e le competenze, per amministrare un Ente di grandi proporzioni, servono. Mi sono autocandidato perché credo nel Pdl, non in quello spartito come le fette di una torta, ma in quello inteso come progetto che alla gente deve ridare fiducia e speranza sia in un rilancio economico sia in una politica credibile perché vicino alle persone, soprattutto a quelle più deboli. Mi sono autocandidato perché ritengo la politica una missione, e se non mi credi ti invito a pensare agli altri non come a te stesso. Mi sono autocandidato, l’ho detto e ripetuto, senza il placet dei vertici, dunque il tuo, che neppure ho chiesto per i motivi sopradetti. Non mi fai paura Alberto, mi dispiace.

E’ ormai trent’anni che gestisci il partito e ora il Pdl come se fosse una cosa tua, di tua proprietà, un tuo diritto. Una casa di cui tu decidi di aprire o meno le porte, minacciando continuamente di sbatterle alle spalle delle persone. Non sono mai stato un tuo ‘appecorato’, lo sappiamo tutti, ho gestito un Comune e ho fatto il consigliere in autonomia di pensiero, senza chiedere al ‘partito’. Ho dato spazio a tutti, ho dato voce anche al dissenso. La composizione della mia Giunta, a Bondeno, che vede assessori di An, Forza Italia, Lega Nord, Udc e liste civiche, indica che nella cittadina matildica il Pdl è nato tanto tempo fa. Le tue parole, confermano che nel ‘tuo’ Pdl non c’è spazio per il confronto, la democrazia, la soluzione dei problemi concreti. Nel ‘mio’ Pdl invece c’è volontà di aggregare, c’è spazio per tutti, soprattutto per la gente intelligente che rifiuta le decisioni prese sulla propria testa e sulla propria pelle dai pochi che ‘comandano’. Nel ‘mio’ Pdl c’è spazio per quei politici che tu oggi cerchi di intimidire ma che hanno ancora il coraggio e l’entusiasmo di voler cambiare le cose e di non prendere ordini da te.

Sai Alberto, a questo mondo c’è ancora tanta gente perbene, che non si accontenta delle briciole che tu lasci cadere a terra. C’è gente con dignità e libertà di pensiero. Questo è il ‘mio’ Pdl, che vuole essere un grande partito ma anche un approccio positivo alla realtà, vuole riportare in circolo le idee, vuole premiare l’intelligenza e il merito in tutti i campi della vita. Cosa che purtroppo non succede più perché gli individui pensanti destabilizzano e fanno paura. Infine Alberto, sai bene che non sono mai venuto nel tuo ufficio a chiederti di candidarmi. Sai bene invece di avermi fatto dire dai tuoi ‘emissari’ che se volevo la candidatura dovevo venire a chiederlo a te, di persona. E io, come sempre, ho rifiutato e non l’ho fatto. Ora, Alberto, cerca di riportare la politica alla politica, evitando il pettegolezzo e le insinuazioni. Non è un comportamento da Senatore della Repubblica Italiana.


Davide Verri




mercoledì 28 gennaio 2009

IL PICCOLO BALBONI


Il portavoce di AN Matteo Fornasini

Non risponderò sui giornali alla lettera di Fornasini, con la quale, difendendo l'indifendibile, scarica su di me e su La Destra palate di fango e cattiverie gratuite. Non risponderò perchè non lo merita: è un ragazzino capriccioso che si crede un fenomeno  e proprio per questo sta studiando da anni per diventare un piccolo Balboni. D'altro canto, dallo "stile" con il quale mi attacca oggi sulla Nuova Ferrara sembra ci stia riuscendo alla perfezione. Non risponderò anche perchè le sue parole piene di livore testimoniano meglio di qualunque ragionamento politico lo stato comatoso in cui versa oggi AN a Ferrara. La nomenklatura di quel partito, di cui Fornasini è, seppure "in sedicesimo", espressione, sta scavandosi la fossa con le sue mani. A noi basterà attendere, comodamente seduti sulla riva del fiume, l'ineluttabilità degli eventi. In politica come nella vita, caro Matteo, prima o poi si raccoglie ciò che si è seminato.

lunedì 26 gennaio 2009

GIORNATA DELLA MEMORIA - L'ISLAM ANTISEMITA SPARGE NUOVO ODIO ANCHE IN CASA NOSTRA


Nel giorno della Memoria, tutti quanti rinnovano la promessa che l’antisemitismo non avrà mai più cittadinanza in Europa, e soprattutto che non potrà risollevarsi nella sua forma genocida. Ma questa promessa, rischia solo di fare da paravento a un pericoloso sviluppo del fenomeno antiebraico. È certo molto importante che gli antisemiti confessi siano in Italia solo il 13 per cento, anche se sgomenta che con gli antisemiti confusi raggiungano poi più del 35. In Francia sono il 20, in Germania il 25, in Spagna il 46 per cento. Ma con tutto lo stupore e, si permetta, il disprezzo intellettuale che destano queste cifre, tuttavia si potrebbe rispondervi con un’alzata di spalle. Ma un grande fenomeno oggi rischia di fecondare l’humus europeo fino all’omicidio.

Si tratta della proliferazione di antisemitismo genocida prodottosi, specie dall’11 settembre 2001, nel mondo islamista, e importata sulle onde radio e tv e con l’immigrazione. L’islamismo odia gli ebrei. L’Europa dopo la Shoah ha covato il suo antico antisemitismo in forma torpida e negata, chiamandolo «critica a Israele». Si è trattato di un fenomeno aggressivo e demenziale, dannoso per la mente europea, che ha in parte distrutto la sinistra, ma non così pericoloso per l’incolumità fisica degli ebrei.

 

Oggi le cose sono cambiate. Ce lo dicono le manifestazioni in cui, intellettuali europei e anche americani in testa con movimenti pacifisti misti a immigrati islamici in Olanda, in Francia, in Inghilterra, in Italia... si è gridato «Hamas hamas, ebrei al gas» o «ebrei ai forni» o «i forni erano piccoli». Non mi soffermerò su perchè gli slogan antisraeliani siano di fatto antisemiti, e di come l’antisemitismo alimenti l’antisraelismo, e non viceversa.

N

el Giorno della Memoria mi interessa ricordare che gli ultimi anni hanno visto un enorme rovesciarsi di antisemitismo genocida sull’Europa, senza che dicessimo una parola. Questo antisemitismo, proprio come quello di Hitler, si presenta con un carattere redentivo per l’umanità. Dice Ahmadinejad: «Il regime sionista sarà spazzato via e il mondo sarà liberato» proprio come nel 1943 una direttiva nazista spiegava «Lo sterminio degli ebrei è la precondizione per una pace durevole». È un antisemitismo come speravamo di dimenticare per sempre, che vuole gli ebrei spariti dal mondo.

 

Ormai siamo abituati a sentire negare l’Olocausto in tutto il mondo islamico, gli ebrei sono chiamati «figli di cani e scimmie» in migliaia di moschee anche in Europa, la carta di Hamas chiama a sterminare «tutti gli ebrei dovunque si trovino». Hamas e Hezbollah si vedono come movimenti che non combattono gli israeliani, ma «il sionismo mondiale», ovvero gli ebrei tutti. Assad di Siria, ritto accanto al Papa Giovanni Paolo II, osò parlare della «natura maligna degli ebrei che fa soffrire il mondo come fece soffrire Gesù». Nel 2002 l’Egitto fece dei «Protocolli dei Savi di Sion» testo base dell’antisemitismo novecentesco, un serial di 42 puntate, comperato da 17 altri canali e visto anche in tutta Europa. L’anno dopo un’altra serie sui Protocolli fu prodotta da Hezbollah: 29 puntate. In Siria la tv fece un serial in cui gli ebrei facevano le azzime col sangue dei “goy” e vendevano gli occhi di una bambina dopo averglieli strappati. Micky Mouse e l’Ape Maja nell’Autorità nazionale palestinese sono personaggi che in tv insegnano ai piccoli a odiare gli ebrei. A Kuala Lampur il primo ministro malesiano Mahathir attaccò gli ebrei come i “vili dominatori del mondo” di fronte a 57 stati islamici. Applauditissimo. 

 

Anche Ahmadinejad quest’anno è stato applaudito all’Onu dall’assemblea per le stesse idee. La negazione della Shoah è il centro della sua politica estera, e troppo poco la mettiamo in relazione all’opzione atomica, mentre il nesso è evidente nella promessa di distruggere Israele. I fumetti, le canzoni, la scuola islamisti fomentano un odio che è un cemento indistruttibile, è una valanga genocida che rotola ormai anche nel nostro etere, nelle strade, nelle piazze. Il gesto più importante compiuto dall’Europa per fermarla fu la conferenza dell’Osce a Berlino nel 2003. Il filosofo tunisino Mezri Haddad scriveva nel 2006 che «l’opinione pubblica araba ha trovato nell’antisemitismo il perfetto catalizzatore per le sue ferite narcisistiche e per le sue frustrazioni sociali economiche e politiche». Vero. A noi svelare la malattia, imporne la cura e evitare il contagio.

                   Fiamma Nirenstein

domenica 25 gennaio 2009

VERRI PRESENTA LA SUA LISTA. INIZIA L'AVVENTURA


Si parte verso la conquista del Castello. Davide Verri ha presentato la Lista civica che porta il suo nome e che lo accompagnerà in questa avventura entusiasmante. Noi, come ho già avuto occasione di sottolineare, faremo la nostra parte, insieme alla Lega e a tutti quelli che ci vorranno stare. Qui è il ballo non solo la vittoria - per quanto importante - alle elezioni amministrative provinciali, ma la possibilità di trasformare il modo stesso di concepire e di vivere la politica sul nostro territorio. Ce la possiamo fare. Ce la faremo!